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Psicologa specializzanda in psicoterapia cognitivo comportamentale 

GIULIA COSI 

L'URLO

di Edvard Munch

Uno stato d’animo, il malessere, l’angoscia possono essere rappresentati? Si

Munch ne da prova, tramutando la sua sofferenza e l’angoscia in pittura. La sua anima malata turbata e solitaria venne messa a nudo nella sua pittura e le sue tele ci parlano del suo malessere interiore.

L’artista ci consegna la sua sofferenza con il fine ultimo di aiutare l’altro alla comprensione.

Prendiamo esempio da Munch esterniamo la sofferenza, il disagio, il malessere. Non permettiamo ai nostri mostri di accompagnarci nelle nostre giornate, ma riversiamoli in un dipinto, una foto, la scrittura, un disegno, un’opera che ci caratterizzi e che rappresenti il nostro stato d’animo.

Trasformiamo le nostre paure in punti di forza.

Diamo una forma a ciò che proviamo.

 

Il dramma della vita, l'angoscia esistenziale, Munch prova a rappresentarle in ogni sua opera. Egli voleva creare un manifesto della sua esperienza umana. Dalla nascita alla perdita, dall'amore all'ossessione, dalla solitudine alla morte.

il pittore filtra la realtà attraverso il suo stato d'animo, il dramma esistenziale, il suo essere solo di fronte a tutto ciò che lo circonda. i suoi conflitti psichici la sua paura. L'artista norvegese seppe tramutare la sofferenza e l'angoscia in pittura; la sua anima malata, turbata e solitaria venne messa a nudo nella sua pittura e le sue tele ci parlano del suo malessere interiore.

"la mia arte ha le sue radici nelle riflessioni sul perché non sono uguale agli altri, sul perché ci fu una maledizione sulla mia culla, sul perché sono stato gettato nel mondo senza saper scegliere. ho dovuto seguire un sentiero lungo un precipizio, una voragine senza fondo"

una delle sue opere più celebri rappresenta l'angoscia esistenziale. di quest'opera egli scrisse "solo un fosse poteva dipingerlo".

il personaggio in primo piano è un essere umano e l'impossibilità di determinare l'identità rende possibile attribuirgli qualsiasi identità. in altre parole è ciascuno di noi, è l'intera umanità.

il grido è una reazione istintiva, primordiale, profonda. si grida per la paura e per il dolore. l'essere umano raffigurato nel quadro è terrorizzato e scosso dalla sofferenza.

la paura, il dolore, sono dentro di lui.

gli elementi della natura si muovono sono scossi da quel grido, ne vengono attraversati come da onde sonore. di più, accolgono quel grido, ne risuonano, lo amplificano, lo restituiscono, con tale forza che il protagonista è costretto a difendersi portando le mani alle orecchie.

"camminavo lungo la strada con due amici, quando il sole tramontò. i cieli diventarono improvvisamente rosso sangue e percepii un brivido di tristezza. un dolore lancinante al petto. mi fermai, mi appoggiai al parapetto, in preda a una stanchezza mortale. lingue di fiamma come fiamme coprivano il fiordo nero blu e la città. i miei amici continuarono a camminare e io fui lasciato tremante di paura. e sentii un immenso urlo infinito attraversare la natura"

lo stato psichico che Munch descrive, è simile a quello di un attacco di panico, una condizione di paura e sofferenza paralizzanti, che rendono l'idea della morte immediata e ineluttabile. l'autore vuole condividere, esternare, mostrare senza pudore quanto di più profondo e tragico c'è nell'esistenza.

"ho dovuto percorrere uno stretto sentiero lungo un precipizio. da un lato le profondità del mare erano insondabili. dall'altro c'erano campi, colline, case, persone. qualche volta ho laciato il sentiero per buttarmi nel mondo vivente dell'umanità e lottare con esso. ma sempre ho dovuto ritornare sul sentiero sul ciglio del precipizio"

l'artista ci consegna la sua sofferenza con il fine ultimo di aiutare l'altro alla comprensione. prendiamo esempio da Munch, esterniamo la sofferenza il disagio, il malessere non permettiamo a nostri demoni di accompagnarci nelle nostre giornate, ma riversiamo in un dipinto, in una foto, nella scrittura, un disegno, un'opera che ci caratterizzi e che rappresenti il nostro stato d'nimo. trasformiamo le nostre paure in punti di forza. Diamo una forma a ciò che proviamo.

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