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Psicologa specializzanda in psicoterapia cognitivo comportamentale 

GIULIA COSI 

La comfort zone ai tempi del COVID-19

  • Immagine del redattore: Giulia  Cosi
    Giulia Cosi
  • 9 mag 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

19/10/20

“Sarei potuta uscire”, “chissà cosa sarebbe successo se mi fossi presentata a quel colloquio di lavoro”, “e se mi fossi comportata diversamente?”.

Queste e molte altre frasi costruiscono un mattone per volta la "#comfortzone". Spesso ci troviamo di fronte a situazioni nuove che possono influire sulla nostra #crescitapersonale, altrettanto frequentemente però, tendiamo a rimandare queste scelte per #paura e #ansia.

Tutti abbiamo una zona di comfort e tutti ci adagiamo su di essa, è come se fosse una piccola stanzetta confortevole con un'unica porta, noi possiamo scegliere se aprire questa porta e uscire o rimanere al suo interno e continuare a guardare il mondo che scorre.

In questo periodo cosi difficile per il nostro paese tutti ci siamo creati una nostra zona di comfort, abbiamo avuto bisogno di aggrapparci a qualcosa di sicuro per continuare la nostra vita, la situazione nuova e disarmante ha fatto in modo di creare nuove strategie alle quali adattarci. Ma ora che tutto intorno a noi sta mutando nuovamente, dobbiamo lasciar andare queste nuove strategie (che ci sono state utili per questo breve tempo), reinventarci e uscire al di fuori della nostra zona protetta. Si è passati dall’ansia di essere chiusi in casa alla paura di uscire. E se prima questa paura era funzionale ora potrebbe diventare invalidante.

Tutti noi nel corso di questi lunghi mesi abbiamo avuto la consapevolezza che un giorno saremmo potuti ripartire a piccoli passi, ma un ritorno alla totale normalità è un’eresia, almeno per il momento. Chi sperava di ritornare alle vecchie abitudini sarà rimasto sicuramente deluso, ma come ben sappiamo focalizzarci su ciò che vorremmo non ci permette di vedere ciò che abbiamo. E seppur in misura ristretta dobbiamo assaporare passo dopo passo la libertà tanto amata ed attesa.

Dunque abbandoniamo quella paura invalidante e per niente funzionale e affrontiamo questa convivenza scomoda con #mascherina e #guanti, decidiamo di uscire dalla nostra comfort zone, di abbandonare gli schemi adottati fin ora e reinventiamoci con il fine ultimo di soddisfare il nostro benessere. Non credo ci sia bisogno di sottolineare l’importanza del rispetto delle norme di sicurezza, è bene ricordare che non si ha la completa e totale libertà, che bisogna salvaguardare la nostra e l’altrui salute.

Avere paura di fronte al nuovo è normale, i pensieri viaggiano trovano soluzioni catastrofiche e negative, noi pero possiamo insegnare ai nostri pensieri a trovare anche il lato positivo della situazione, poter rivedere (anche se a un metro di distanza) i nostri amici, i nostri parenti, il barista di fiducia, o anche un posto preferito, il mare la montagna, il lago. Apprezziamo le piccole cose come abbiamo fatto fino ad ora, concediamoci un passo per volta ciò che abbiamo atteso, ma non abbiate fretta di fare tutto e subito, godetevi i momenti e riacquistate giorno dopo giorno il ritmo perso.

In altre parole, è bene avere una comfort zone ma l’importante è saperne uscire all’occorrenza.

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